Profili d’Artista, 2013
Fotografia

In “Profili d’artista” Eleonora Gugliotta ci racconta alcuni artisti contemporanei gravitati intorno a Palermo fino al 2013 che vengono interpretati attraverso la tecnica del ritratto fotografico. I ritratti non sono altro che “installazioni viventi” in quanto i personaggi vengono inglobati in una composizione accuratamente studiata dall’artista e poi fotografati. Il progetto è stato il lavoro di tesi del triennio dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

 


«Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare ciò che la figura ha nell’animo: altrimenti la tua arte non sarà laudabile.» Queste parole di Leonardo sottolineano l’importanza del ritratto e dell’autoritratto come strumenti per catturare non solo l’aspetto fisico, ma anche la dimensione interiore del soggetto. Fin dalle origini dell’arte occidentale moderna, il ritratto è stato un mezzo di indagine psicologica e sociale, anticipando il desiderio di introspezione che troverà poi spazio nelle teorie psicoanalitiche.
Con il tempo, l’evoluzione tecnologica ha trasformato il linguaggio del ritratto. La fotografia, inizialmente usata per documentare e conservare la memoria, dagli anni Ottanta si afferma come mezzo artistico autonomo, capace di interpretare la realtà in modi nuovi.

In questo scenario si inserisce il lavoro di Eleonora Gugliotta, che rielabora la tradizione del ritratto d’artista. Il suo progetto fotografico, realizzato nel 2013, è strettamente legato alla città di Palermo, dove l’artista ha vissuto e sviluppato la propria ricerca. Gli artisti ritratti appartengono a quella comunità creativa che ha segnato il suo percorso in quegli anni, dando vita a un racconto visivo che è anche un’esperienza di incontro e condivisione.
Le immagini mostrano volti e figure sospese in una fissità teatrale, bloccate in un tempo fuori dal tempo. Artisti, fotografi e musicisti diventano protagonisti di un dialogo silenzioso con lo spettatore, chiamandolo a interrogarsi sul loro mondo e sulla loro essenza.
Nei suoi ritratti, l’artista non è solo colui che crea, ma anche colui che viene “prodotto” e interpretato. Gli oggetti di scena – strumenti, materiali, luci – rafforzano l’identità del soggetto, diventando co-protagonisti dell’immagine. Pezzi meccanici, costruzioni architettoniche in fili, rullini e strumenti di lavoro suggeriscono un legame inscindibile tra l’artista e la sua pratica.

«Nel realizzare questo lavoro, mi sono inizialmente posta come un osservatore fra tanti, che dinanzi a un artista e alle sue opere attiva un processo di comprensione e di elaborazione, per arrivare a un’inevitabile interpretazione. Mentre tutto ciò, per gli altri fruitori, termina lì, per me prosegue in una proposta secondo il linguaggio visivo fotografico.»

La ricerca della Gugliotta non si limita a rappresentare, ma esplora il legame tra artista e fruitore, tra osservato e osservatore. La sua fotografia diventa uno strumento per svelare l’identità e l’essenza dell’arte stessa, instaurando un dialogo tra immagine e spettatore che va oltre la semplice rappresentazione.

Danilo Lo Piccolo

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